Roma da Leggere

News

Primo Maggio, Elio e Max Gazzè trascinano Piazza San Giovanni

Primo Maggio, Elio e Max Gazzè trascinano Piazza San Giovanni
maggio 02
14:35 2013

Primo maggioSarà anche “datato”; sarà anche sottotono per la mancanza di nomi di spicco nazionali (ma soprattutto internazionali), ma anche questa volta Cgil, Cisl e Uil posso ritenersi soddisfatti e certi della vittoria della loro ennesima scommessa legata al tradizionale “Concertone del Primo Maggio”. Secondo gli organizzatori – come comunicato dalla stessa presentatrice della manistefazione, Geppi Cucciari – i presenti in piazza San Giovanni a Roma sono “700mila”. Certo, la cifra sicuramente è un po’ esagerata, ma la piazza è veramente piena anche quest’anno. Sicuramente, le condizioni metereologiche non hanno aiutato, scoraggiando, anzi, qualcuno ad andare via quando – in serata – la pioggia è scesa copiosa sulla Capitale.

Ma i giovani, venuti un po’ da tutte le parti d’Italia, c’erano eccome. Malgrado l’assenza di nomi di spicco. C’erano anche perché il Concertone rappresenta per molti un punto di riferimento nel panorama dei grandi “happening” musicali italiani. E non solo perché “a San Giovanni viene sempre tanta gente, non per il concerto in sé, ma perché non costa niente” come Elio ha fatto sagacemente cantare con grande ironia ad Eugenio Finardi nel brano A Piazza San Giovanni scritto apposta per l’occasione.

Il lungo pomeriggio dell’evento – il cui tema quest’anno era “La musica per il nuovo mondo” – è iniziato con l’esibizione dei sei finalisti della prima edizione del contest “1M Festival”: Crifiu, Aeguana Way, Almamediterranea, Le Metamorfosi, Honeybird & The Birdie, Toromeccanica. Alla fine, in seguito alla selezione tramite televoto da casa gratuito, vinceranno i Crifiu.

Primo maggio

Giovanni Gulino dei Marta sui Tubi

Sul palco, Geppi Cucciari – alla sua prima volta alla conduzione del Concertone – occupa i “vuoti” dovuti ai cambi di palco dando spazio alla tematica del lavoro, visto dal punto di vista soprattutto femminile, con donne che provengono da diverse parti d’italiana che raccontano le loro condizioni ed esperienze lavorative, dai call-center alle aziende agricole, passando anche per l’integrazione multirazziale nelle scuole e per le ricerche.

La seconda parte del pomeriggio è aperta da Enzo Avitabile, seguita da Africa Unite, Marta sui Tubi, I Ministri. Una “botta” di musica elettronica la danno i torinesi di Motel Connection, poi si prosegue con Renzo Rubino, Marco Notari ed i Management del Dolore Post Operatorio.

Primo maggio l'orchestra di guido sollima e enrico melozzi

Giovanni Sollima, alla guida dei 100 violoncellisti

Dopo la pausa di un’ora per la trasmissione dei telegiornali, ecco che ci si addentra nel “cuore” dell’evento e la prima sorpresa è data da 48 figuranti che tengono in mano degli “scudi” a formare un sipario con davanti la scritta “Primo Maggio”. Quando cala il sipario umano, ecco presentarsi sul palco 100 violoncellisti, una straordinaria idea nata da Giovanni Sollima – uno dei più grandi violoncellisti italiani – ed il compositore Enrico Melozzi. La mega orchestra si fa conoscere con una stravolta versione dell’inno di Mameli, per poi passare ad un aria di Vivaldi che sfocia in Purple Haze di Jimi Hendrix, a dimostrazione che anche gli strumenti “classici” possono suonare musica moderna, aperta ai giovani. E la riprova sta nell’esecuzione di un pezzo addirittura dei Nirvana, Smells like teen spirit. C’è spazio anche per una giovane compositrice, Giulia Tagliavia – classe ’86 – il cui brano composto la notte precedente al concerto nell’ambito di un contest per compositori chiusi “in clausura” nel Teatro Valle – è stato premiato con due minuti di esecuzione da parte dei cento violoncellisti.

Si passa poi da una grande orchestra all’altra, con Vittorio Cosma che è stato in grado di metter su una sorta di “nazionale” dei musicisti italiani, radunando tutti insieme sullo stesso palco artisti del calibro di Maurizio Solieri, Federico Poggipollini, Stefano Di Battista, Fabrizio Bosso, James Senese ed Enzo Avitabile. La “Grande Orchestra rock” è stata affiancata dalle voci di Francesco Gulino e Di Giacomo del Banco del Mutuo Soccorso (nel medley prof), Niccolò Fabi (in Un modo d’amore), Federico Zampaglione (in Com’è profondo il mare), Erica Mou (in Futura), Colapesce, Appino, Cosmo (in W l’Italia), Elio, Marco Mengoni, Emidio Clementi ed Ensi (in Prisencolinensinaicuisol). Successivamente spazio anche Nicola Piovani, prima con Sollima al violoncello e poi con Tosca, mentre Daniele Silvestri si esibisce con un solo pezzo, A bocca chiusa.

Primo maggio

Max Gazzè

Max Gazzè, prima, ed Elio e le Storie Tese (ascolta le interviste ai due cantanti), poi, sono quelli che coinvolgono maggiormente la piazza, grazie alla loro musica ed ai loro testi. Nei sui 25 minuti, Gazzè intrattiene il pubblico del Concertone con Maledettissimi impegni, Cara Valentina, La favola di Adamo e Eva, Mentre Dormi e Sotto Casa; mentre Elio e Le Storie Tese (EELST) danno vita ad un piccolo divertente mini-show surreale grazie anche alle “apparizioni” di Mangoni, elemento “non ufficiale” della band ma che caratterizza da sempre le esibizioni di EELST con le sue bizzarre coreografie. Per una volta senza il tastierista Rocco Tanica, sostituito dal maestro Vittorio Cosma, il gruppo inizia con una delle parodie più riuscite (dal programma di Serena Dandini, Parla con Me): Bunga Bunga, sulla base del Waka Waka di Shakira, dedicato all’ex Premier Silvio Berlusconi ed introdotta da Elio con una sola frase: “Per non dimenticare”. Subito dopo spazio a La Canzone Mononota, presentata al Festiva di Sanremo. Poi si fa un viaggio nel passato della discografia di Elio e Le Storie Tese, con Born to be Abramo, seguita da Rock’n’roll.  Il clou dell’esibizione di EELS sta nel pezzo-parodia Complesso del Primo Maggio, una geniale presa in giro della musica che solitamente viene propria al “Concertone”, da quella balcanica (tipo Bregovic), a quella popolare (tipo Van De Sfroos), passando per quella “nu metal”(tipo Linea 77). Ma Elio sorprende tutti perché prima di questo brano si prende la briga di prendere in giro anche coloro che vanno a vedere il Concertone in Piazza, lasciando cantare ad Eugenio Finardi un brano dal testo dissacrante intitolato A Piazza San Giovanni. La band conclude, poi, con Parco Sempione, a sorpresa, non essendo inizialmente prevista nella scaletta consegnata al pomeriggio.

La serata prosegue, poi, con Vinicio Capossela e Cristiano De andrè, prima del finale della Grande Orchestra Rock con Arrivederci, in cui tutti gli artisti salgono sul palco per i saluti finali.