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Recensione Antonello Venditti:una “Indimeticabile” festa di compleanno

Recensione Antonello Venditti:una “Indimeticabile” festa di compleanno
marzo 09
16:16 2014

Recensione Antonello Venditti:una “Indimeticabile” festa di compleanno

Foto Antonello VendittiUna grande festa di compleanno, nella sua città e circondato dai suoi amici. Antonello Venditti, sabato 8 marzo 2014, spegne la candelina dei suoi 65 anni al Palalottomatica di Roma al fianco del suo amico Carlo Verdone (guarda la photogallery). Un concerto che si ripeterà anche domenica 9 marzo, dopo il rapido sold-out della prima data romana: Venditti ancora in La Festa, per poi riprendere il tour 70/80 Ritorno al Futuro, in giro per l’Italia fino al 17 aprile (info su date e tappe su www.fegproup.it).

In tribuna il figlio Francesco, lo storico allenatore dell’AS Roma Zdenêk Zeman, il giornalista Michele Santoro, l’esilarante cabarettista Dado, che ha improvvisato degli auguri divertentissimi per Venditti e, tra il pubblico, forse nascosto per godersi la serata in pieno anonimato, anche Renato Zero.

Alle 21, 05 Venditti arriva sul palco, jeans, camicia nera, occhiali da sole e il suo mitico cappello. “Sarà una serata lunga, grazie di essere venuti. Mi date molta forza ed è un piacere vedervi – esordisce il cantautore romano tra gli applausi -. Oggi è il mio compleanno ma ho sempre condiviso questa festa con voi donne. Stasera faremo un piccolo viaggio e sono felicissimo di farlo insieme a voi e con i vecchi e nuovi amici sul palco”.

Eccola la formazione degli Stradaperta, storica band con cui Venditti suonava negli anni ’70 (e allargata per l’occasione), che prende possesso degli strumenti e parte con Sotto del segno dei pesci, cantata da tutto il pubblico del Palalottomatica.

Recensione VendittiVenditti saccheggia nei cassetti della sua memoria e di quella dei suo fan, eseguendo pezzi storici della sua carriera come Bomba o no bomba, Sara, Giulia, Le tue mani su di me, Modena. Ancora applausi e, poi, arriva la sorpresa. Venditti presenta e ringrazia i suoi musicisti: Renato Bartolini (chitarra), Marco Vannozzi (basso), Rodolfo Lamorgese (chitarra), Claudio Prosperini (chitarra elettrica), Sandro Centofanti (piano), Alessandro Canini (batteria), Danilo Chermi (tastiera), Amedeo Bianchi (sax); poi tutti giù dal palco e salgono, invitate dal cantautore, alcune donne del pubblico. È una ressa: le signore si precipitano alle scalette laterali per poter salire su e abbracciare Venditti ma i posti non bastano per tutte e così ci sarà un “cambio-donne” nel corso della serata.

Disponibile e affettuoso, Venditti si concede con generosità a tutte e dal suo piano escono le note inconfondibili di Dimmelo tu cos’è, Grazie Roma, Roma capoccia, Ci vorrebbe un amico. A chiudere questo blocco una sempre emozionante e malinconica Notte prima degli esami, per chi la cantava durante gli anni del liceo, pregando di superare la maturità e prendendo coscienza che ‘la matematica non sarà mai il mio mestiere’.

Amore e amicizia in musica e parole. Ritornano i musicisti da un palco superiore con l’ingresso di Derek Wilson ( batteria), Fabio Pignatelli (basso), Benedetto Panzanelli (chitarra), Maurizio Perfetto (chitarra).

Arriva commosso il ricordo di Venditti nel presentare l’esecuzione di Lilly. “Per anni mi sono sentito in colpa per questo pezzo – ha ammesso il cantautore-. Mi hanno accusato di aver strumentalizzato un problema serio come quello della droga per essere al primo posto nelle classifiche. Non è così, io racconto la realtà. A quei tempi non potevi dire che eri amico di un drogato, perché veniva visto come un criminale, criminalizzandone i sentimenti. Erano tempi duri e c’era la droga di Stato, l’eroina. Oggi ci sono altre droghe come le parole, io invece vorrei cantare”.

A seguire Piero e Cinzia, Che fantastica storia è la vita, Il compleanno di Cristina, Dalla pelle al cuore, Indimenticabile. “L’amore può essere un attimo, può essere una notte e quella notte ti può dare tutto” , applausi ed ecco Settembre.

I fan sono entusiasti, riprendono con cellulari e tablet l’evento, saltano un po’ gli schemi ma non è un problema, c’è una festa in atto tutto è concesso perfino che Venditti si accenda e fumi una sigaretta per prendere ‘aria’. “Ho pochi vizi – si è giustificato Venditti tra risate e applausi – e il fumo è uno di questi. Lasciatemi morire in pace”.

Amici mai, Alta marea e Benvenuti in Paradiso fanno da preludio agli auguri dell’amico Carlo Verdone che è accolto con un’ovazione da tutti. Sul palco del Palalottomatica due pezzi de La Grande Bellezza , visto che anche Venditti ha preso parte con cameo alla pellicola fresca di premio Oscar. Verdone si piazza, poi, alla batteria per l’inno d’Italia, come lo ha definito Venditti, In questo mondo di ladri. Il finale è affidato, e non poteva essere diveramente, a Ricordati di me. Domenica 9 marzo il bis: La Festa continua.