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Caparezza a Roma, musica e arte sul palco del Postepay Rock in Roma

Caparezza a Roma, musica e arte sul palco del Postepay Rock in Roma
luglio 27
20:05 2015

Recensione del live di Caparezza a Roma: il rapper è tornato ad esibirsi sul palco del Postepay Rock in Roma lo scorso 25 luglio 2015, con un live incontenibile, coinvolgente, entusiasmante. Il Museica tour è un grande spettacolo per occhi e orecchie: l’artista prende per mano il suo pubblico e mette in piedi uno show appassionante, riconfermandosi un intrattenitore eccezionale

Entrano in scena uno alla volta, Caparezza e la sua band: ciascuno esce fuori da una cassa di legno travestito da un’opera d’arte e lo show del 25 luglio 2015 inizia così, deflagrando sulle note esplosive di Mica Van Gogh. Il pubblico del Postepay Rock in Roma è variegato: persone di tutte le età, ma anche moltissime famiglie. Da diversi anni a questa parte il rapper di Molfetta ha impostato i suoi lavori come concept album, e l’ultimo Museica non fa eccezione. Neanche dal vivo. Il palco si trasforma in un grande teatro pazzo e colorato, dove tutto può accadere: Caparezza ci guida all’interno del suo personale museo in cui ogni canzone è legata ad un’opera d’arte. Le scenografie sono notevoli: girasoli giganti fioriscono sul palco durante Mica Van Gogh, uno scontro di boxe improvvisato per Abiura di Me, fuoco e fiamme durante Argenti Vive, danze e cavalieri medievali per Sono il tuo sogno eretico. Il palco si popola di mille bizzarri figuranti dai travestimenti più improbabili. I musicisti stessi non si limitano ad accompagnare ma si prestano al recital: al tempo stesso attori e componenti mobili della scenografia. Ogni canzone è una sorpresa; il materiale sonoro è il più variegato possibile. Ritmi e toni della performance si mantengono serrati e trascinanti, non scemano mai, neanche per un momento.

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Caparezza fa da cicerone per il suo pubblico e illustra le sue fonti di ispirazione. Affronta temi seri, lo fa in modo accessibile ma mai con superficialità. Ripercorre la tracklist di Museica, ma propone anche quei vecchi brani che lo hanno reso famoso. Introducendo Fuori dal tunnel ci spiega quanto sia stato difficile per lui accettare l’arrivo della popolarità. Un aiuto importante e inaspettato, racconta l’artista, gli è giunto da un personaggio non da poco: nientemeno che Mr. Andy Warhol. Non è detto, infatti, che ciò che è pop, ciò che incontra i gusti del grande pubblico non possa definirsi Arte. E quindi eccolo che rientra in scena dopo un breve cambio d’abito, travestito dall’iconico barattolo di zuppa Campbell per interpretare una tra le sue hit più famose. Sempre in bilico tra il serio e il faceto, il grande merito di Caparezza è quello di saper cogliere e descrivere il mondo esterno e la società con una genuinità quasi disarmante: quelle realtà che ci circondano e sono costantemente sotto i nostri occhi, ma che sono anche quelle più difficili da vedere e di cui parlare, perché rifuggono pigramente ogni tentativo di osservazione.

In due ore di concerto Caparezza ripercorre buona parte della storia dell’arte: soprattutto quella contemporanea e dissacratoria, capace di fare a pezzi tutto, persino sé stessa (Comunque Dada). Ma si viaggia anche nella storia della musica: Cover è un omaggio alle copertine dei più grandi dischi mai pubblicati, un brano denso di innumerevoli citazioni che spaziano dai Nirvana, ai Metallica, ai Velvet Underground. Ogni testo incastra le parole in modo irriverente, geniale nella sua semplicità; una delle peculiarità di Caparezza, che il tempo non ha eroso. Si balla, tanto, e ci si emoziona, specialmente sui versi di Eroe (Storia di Luigi delle Bicocche). Le note inaspettate di Goodbye Malinconia chiudono il live, e la registrazione di Troppo politico fa da outro, accompagnando il pubblico all’uscita nella calda notte romana.