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Recensione Le Bugie con la C Maiuscola: le bugie viste da Dado

Recensione Le Bugie con la C Maiuscola: le bugie viste da Dado
novembre 17
22:59 2013

Recensione Le Bugie con la C Maiuscola: le bugie viste da Dado

DadoDopo l’Ombra del Colosseo di quest’estate, Dado sale nuovamente sui palchi romani per presentare il suo nuovo spettacolo, Le Bugie con la C Maiuscola,  in scena al Teatro Italia fino al 19 novembre 2013.
Nel mirino del comico e cantante romano finiscono questa volta le bugie, che riconosce come essenziali nelle relazioni tra gli esseri umani, ma spesso ridicole nella loro evidente falsità: se infatti da una parte è necessario trattenersi dal dire tutto ciò che si pensa, per non rovinare i rapporti con gli altri – come nello splendido sketch dell’incontro tra Obama e Putin – dall’altra spesso si “fa il carico”, si esagera o si mente per sembrare migliori o per il solo gusto di farlo.

Dai maghi e guaritori alle grandi multinazionali, Dado usa le bugie come pretesto per raccontare al suo pubblico il mondo che ci circonda. E’ però soprattutto alle relazioni, e più di tutte quella tra uomo e donna, che il comico dedica attenzione, essendo il luogo in cui nascono le peggiori menzogne: poiché tutti cercano un principe azzurro o una principessa, proprio nel momento in cui bisognerebbe cominciare a conoscersi per davvero, ci si nasconde per essere ciò che l’altro vorrebbe o ciò che si pensa di dover essere. Da questo tema nasce una lunga serie di racconti esilaranti, in cui si ritrovano non solo le bugie dette all’altro, ma anche le lotte con la propria coscienza e le proprie aspettative.
Si ride fino alle lacrime delle scene che il comico tratteggia a spanna, con poche parole, giocando con intelligenza con gli stereotipi più comuni e cogliendo sempre nel segno: anche le battute a sfondo sessuale, sparse nel corso dello spettacolo, non risultano mai sgradevoli o gratuitamente volgari, ma sono sempre accompagnate da quell’ingenuità e gentilezza che caratterizzano il personaggio.

Ad accompagnarlo, come sempre, la canzone: sul palco insieme a lui, a seguire il ritmo dello spettacolo e riempire i passaggi tra un argomento e un altro, ci sono la sua chitarra e un gruppo di giovani musicisti romani, i Cerchi Magici. Che sia con una canzone composta da lui o con una traccia famosa reinterpretata insieme alle due cantanti del gruppo – come nella spassosa versione di Buonasera Dottore di Claudia Mori – la musica è parte integrante della comicità di Dado.

Le due ore passano in un lampo, avvolti come si è dallo sguardo, insieme affascinato e atterrito, con cui Dado osserva la modernità, cogliendone le contraddizioni. Ci sono le battute di rito, che non deludono il pubblico di Zelig, ma la sua leggerezza e simpatia irresistibili lo rendono godibile anche per chi segue il comico per la prima volta. Uno spettacolo gradevole e disimpegnato, che tuttavia non rinuncia a raccontare, com’è della migliore comicità, la complessità del mondo in cui viviamo.