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Recensione “Dimentica il mio nome”, Zerocalcare e la famiglia

Recensione “Dimentica il mio nome”, Zerocalcare e la famiglia
febbraio 21
20:31 2015

Recensione Dimentica il mio nome: l’ultima opera fumettistica dell’autore di Rebibbia incide mente e cuore del lettore per il tatto estremo con cui affronta la tematica del lutto della nonna materna. Il volume, edito dalla Bao Publishing, Stupisce anche l’intreccio che vede risalire ad un segreto nascosto per settant’anni

“Ma poi quando si fa il passaggio da ragazzo a uomo? Possibile che non mi sono accorto che avevo finito il livello? Sicuro mi sono scordato di salare.” Dimentica il mio nome, l’ultima opera del fumettista Zerocalcare, edita dalla Bao Publishing ha all’attivo ben 70.000 copie vendute in soli quattro mesi di distribuzione in tutte le librerie e fumetterie. Un romanzo in cui l’autore, al secolo Michele Rech, si mette a nudo raccontando il lutto della nonna materna. Da qui riemergeranno segreti a lui tenuti nascosti per tanto tempo. Una saga familiare che racconta le vite di tre generazioni con una padronanza assoluta del medium fumetto; consacrandosi così con la sua opera dalla matrice più matura. Tavole su tavole si fanno evocative con lo scorrere delle diverse linee temporali in cui viene svolta questa storia di ampio respiro.

LA STORIA – Zoo di Roma. Quasi trent’anni prima. Un piccolissimo Zero, riconosciuto come il “sindaco” dagli addetti del parco, passeggia tra gli animali, mano nella mano con sua nonna “Mamie.”
Casa di Zero. Roma. Nel presente. Proprio quella mano dovrà stringere tra qualche istante, perché Zero ha da poco saputo delle condizioni di salute della nonna che si sono degenerate. Dovrà stringere quella mano per rassicurare un faro che lo ha guidato dall’infanzia in avanti, per rassicurarla in qualche modo e per prepararsi prima del congedo. Non sa però come affrontare questo momento, non vuole guardare la paura negli occhi della sua parente e tanto meno non vuole infonderle alcun panico. E qui un Danny Torrance adulto di Doctor Sleep avrebbe fatto comodo alla controparte cartacea dell’autore. Questo momento serve perché, di lì a poche ore, lascerà la figlia, madre di Zero “Lady Cocca”, Zero stesso. E tanti altri parenti si riuniranno per la veglia funebre, sentendosi però un po’ più soli per la grave perdita.
Mentre i più grandi si organizzano alacremente per il funerale e per gli altri passaggi burocratici, Zero riflette impotente su quanto tempo ha trascorso con la nonna materna, su ciò che soprattutto non è riuscito a dirle e a farle negli anni. Sui sensi di colpa che sta avendo nelle ultime ore.
Il confronto con la sua coscienza, l’Armadillo, aiuterà il giovane a scavare nei suoi ricordi. A dargli man forte è il suo amico Secco: sempre dedito alle scommesse sportive. Incallito totale. Però questi aiuterà benvolentieri Zero anche nella ricerca di un oggetto appartenuto alla nonna materna.
La ricerca del suddetto ricordo sarà utile all’autore per sviscerare, rammentare una storia che lega ben tre generazioni del suo ramo familiare.
Dovrò, però, vedersela con lo spettro della arrendevolezza e della paura che sta pervadendo la madre di Zero, la quale per lui è sempre stata una “grande vallata” sin dalla tenera età.
Un viaggio nella memoria che come punto di partenza ha la storia struggente sulla vita di nonna “Mamie.”
Tra un passaggio e un altro non mancano i punti fermi, nonché le esperienze e gli ideali che hanno formato nel tempo Zerocalcare: la giornata del G8 di Genova; l’immaginario degli anni ’80 dei videogiochi; pellicole cinematografiche varie ma soprattutto la cultura del paese da cui proveniva proprio la nonna che nei primissimi anni ha inoculato al giovane. Questi ricorda più di tutte un messaggio che sulle prime risulta essere criptico, ma che risulterà d’essere poi una lezione di vita commovente.
Tutti questi passaggi sono utili per arrivare al segreto di cui Zero è stato all’oscuro per tantissimo tempo: i demoni riemergeranno per tormentare la mente di un giovane intento a riordinare le tessere di un antico puzzle di famiglia.
Da che lo si guardi un nome, da ogni prospettiva, va comunque ricordata una persona per quella che è stata nella sua esperienza terrena.

Dimentica il mio nome si presenta subito come una fortissima saga familiare della tradizione letteraria più classica; vi si intrecciano storie di tre generazioni, grazie alla padronanza del medium fumetto di Zerocalcare. Le tavole, con lo scorrere della lettura, diventano sempre più evocative, subito mirano al cuore del lettore con le sue confessioni e con il supporto grafico che compie il resto di tutto quanto il lavoro. Lo storytelling dell’autore romano si fa sentire non sono nelle scene topiche, ma anche nei momenti di riflessione del fumettista stesso e delle scene più divertenti. La componente narrativa si avvale anche di un espediente cromatico utile per descrivere un personaggio e il passaggio in cui questo subentra nel romanzo a fumetti. Come detto, la padronanza del linguaggio fumettistico lo ha portato a produrre la sua opera più ambiziosa; ora in ristampa per la terza volta, nonché titolo a fumetti più venduto nell’anno solare 2014. La Bao Publishing incassa l’ennesimo successo con un’opera che commuove e diverte in maniera genuina; alla casa editrice milanese va anche riconosciuta la cura che ha riposto nell’edizione: un cartonato di pregio con una quarta di copertina che solluccherà il lettore a fine romanzo.

DIMENTICA IL MIO NOME

Sceneggiatura, disegni e copertina: Zerocalcare
Editore: Bao Publishing
240 pagine, b/n
Sito internet: http://www.baopublishing.it/shop/dettaglio/570-Dimentica_il_mio_nome

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