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Recensione Dylan Dog 338: “Mai più, Ispettore Bloch”

Recensione Dylan Dog 338: “Mai più, Ispettore Bloch”
novembre 05
19:50 2014
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Recensione Dylan Dog 338: il secondo step della Fase Due, in edicola da 29 Ottobre, realizzato da Paola Barbato e Bruno Brindisi, racconterà gli ultimi istanti di Bloch da Ispettore. Prima di essere congedato e di arrivare alla sua tanto sospirata pensione.

“E venne il giorno della tanto sospirata pensione”. Dal 29 ottobre 2014 è in tutte le edicole “Mai più, Ispettore Bloch”, la seconda storia della fase due di Dylan Dog. L’albo è edito da Sergio Bonelli Editore. L’autrice Paola Barbato consegna all’ex Ispettore la sua tanto sospirata pensione, da qui si stende il terreno per le storie che verranno: eliminando dalle scene di Scotland Yard la figura paterna dell’Old Boy, che col tempo era diventato un mero deus ex-machina, che con la sua chiamata risolveva in men che non si diceva il caso di turno. L’albo cardine del pensionamento di Bloch è disegnato dal talento salernitano di Bruno Brindisi.

LA STORIA – Questa volta è finita per davvero per l’Ispettore Bloch. Per l’ex Ispettore Bloch.

Dovrà sistemare la sua “fu” postazione di lavoro, dovrà dire addio agli antiemetici che tanto lo hanno avvelenato negli anni quanto le terribili scene del delitto; dovrà dire addio all’ingenuità di Jenkins per il quale nutre una profonda stima, anche se non l’ha mai data a vedere; dovrà dire addio alle angherie del soprintendente che quest’oggi lo ha tolto dall’incarico. Bloch potrà beatamente godere la sua vita da pensionato, e fare quindi, ciò che da sempre avrebbe voluto fare nel tempo libero mai concessogli. E Dylan Dog in tutto questo? Non potrà più avvalere dell’ausilio di quella che è stata una figura paterna in tutti questi anni. Bloch non potrà più districare le delicate indagini commissionate al suo Old Boy. A Craven Road si reca la giovane Nora Cuthbert, preoccupata perché è morta, ma non ancora del tutto: o meglio, le è stato inferto un taglio alla gola. Questo fa di lei una morta vivente. Un Dylan scettico e ignaro del pensionamento di Bloch accetterà il caso della Cuthbert. Dura sarà inizialmente, la constatazione de L’indagatore dell incubo dinanzi all’ufficio vuoto del suo amico ispettore. Dell’ex Ispettore Bloch. La città si ritroverà colma di abitanti con lo stesso problema di Nora. La Morte, come Bloch, sarà andata in pensione?

Un legame emotivo intrattiene il lettore dalle primissime pagine; nelle quali, però, l’ironia la fa subito da padrona. L’albo è pregno dei toni della commedia nera, ricca di doppi sensi dalla qualità fine. Paola Barbato, con questo albo, si erge con una delle sue prove migliori in assoluto. Un albo che tratta il tema del cambiamento con una intelligenza e delicatezza supreme. Per quanto concerne la parte grafica, Bruno Brindisi, con una perizia maniacale, dipinge in cento e passa pagine la sua sintesi artistica: tra le scene splatter viste ne Il Male (DD n.51) e tanti altri episodi storici, l’artista salernitano si erge nella sua totalità grafica raggiunta nel corso del tempo. Con questo albo l’autrice consegna a Bloch la sua pensione e Dylan, come il lettore, dovrà pur rassegnarsi a questo cambiamento. Perché ci sarà sempre una fine; questa fine la desidera anche la cliente di turno Nora che vuole farla finita una volta per tutte. Un manifesto-riflessione sulla propensione al cambiamento.

DYLAN DOG 338 MAI PIU’, ISPETTORE BLOCH

Soggetto e sceneggiatura: Paola Barbato
Disegni: Bruno Brindisi
Copertina: Angelo Stano
Casa editrice: Sergio Bonelli Editore
Sito ufficiale: http://www.sergiobonelli.it/scheda/37743/Mai-piu–ispettore-Bloch.html

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