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Recensione La Notte del Caffè, alla Cavea fusione e passione

Recensione La Notte del Caffè, alla Cavea fusione e passione
agosto 05
18:15 2014
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Recensione La Notte del Caffè: tammurriate e canti di libertà tra i Dervisci rotanti per il concerto svoltosi il 2 agosto 2014 al’Auditorium Parco della Musica di Roma, a chiusura di Luglio Suona bene

Fusione e passione sono gli elementi caratterizzanti de La Notte del Caffè: una notte passata in compagnia di coinvolgenti ritmi musicali, che rendono emotivamente partecipi artisti e pubblico. Si è conclusa sabato 2 agosto 2014 la rassegna musicale Luglio suona bene con l’esibizione di melodie popolari: i gruppi Nando Citarella e Tamburi del Vesuvio, Stefano Saletti e Piccola Banda Ikona, Pejman Tadayon e Sufi ensemble hanno estasiato il pubblico con energia e passione, all’Auditorium Parco della Musica.

Si oltrepassano le barriere della formalità, che molto spesso caratterizzano gli spettacoli musicali, per entrare in un mondo di suoni popolari con strumenti, luci e colori. Nella mente dello spettatore prendono vita immagini di un antico Caffè, tipico di Istanbul come l’antico Caffè Loti: un luogo in cui i viaggiatori avevano l’opportunità di conoscersi e scambiare le proprie esperienze, eliminando le differenze tra il Nord e il Sud del mondo.

Uno spettacolo che cattura l’animo del pubblico, donando allo spettatore un immaginario indimenticabile. Le corde latine degli strumenti danno forma pian piano a una melodia: il primo gruppo a salire sul palco è quello di Nando Citarella e i tamburi del Vesuvio: la voce potente di Nando Citarella accompagnata da vari  strumenti come la chitarra, chitarra battente, percussioni,  sruti box, tammorre e organetto fa entrare subito nel vivo della serata spaziando tra melodie spagnole, francesi, napoletane, siriane.

Qui esce fuori tutta la carica di energia tipica dei motivi popolari che hanno preso forma nel corso del tempo. Il concerto non si ferma qui: ospiti anche Maurizio Trippitelli e Gabriella Aiello, che con i suoi acuti potenti e malinconici ha incantato il pubblico, in duetto ed in contrapposizione a Barbara Eramo, che ha dato prova della sua voce soave accompagnata dalle note latine. L’umorismo tipico della realtà partenopea di Nando Citarella con la centenaria macchina del caffè ha reso il tutto ancora più memorabile.

Sul palco le danzatrici Ensemble Cymbalus: Natalie Leclerc, Anna Cirigliano, Cristina Nove, Simona Lelli che interpretano, ben coordinate, in movimenti circolari e definiti con disinvoltura in un modo personale, le melodie raccontate dagli artisti: sono vestite di nero e arancione, colori che ricordano la forza e il calore delle terre calienti della Spagna, della Napoli romantica e malinconica.

Un mix di culture che si incontrano all’Auditorium, mai come in questa occasione punto di incontro musicale del Mediterraneo. Stefano Saletti e Piccola Banda Ikona interpretano motivi di storie poliedriche a sfondo drammatico, come quelle relative alle persecuzioni subite dagli ebrei o come la storia della ragazza che, pur di non sposare la persona che non amava, si era gettata in mare. È singolare l’esperimento di accompagnare il violino, con una melodia dal suono totalmente classico, con altri strumenti dalle sonorità piuttosto distanti, come il tamburo.

Cambio di scena: Il Corpo di ballo Femminile Sufi sale sul palco per interpretare danze sulle note del gruppo Pejman Tadayon e Sufi ensemble. Le danzatrici sono vestite di bianco animando il palco con silenziosa passionalità, al ritmo di musica dai tratti orientali, siriani. Il flauto diffonde note che sovrastano la melodia del violino e il pubblico applaude dagli spalti superiori. Le voci di Pejman Tadayon e Martina Pelosi incantano il pubblico con melodie disperatamente romantiche e malinconiche.

Nella terza esibizione prende forma la voce di Maurizio Trippitelli: accompagnato da Gabriella Aiello e Barbara Eramo, spopola tra il pubblico per le innate capacità canore. I tre artisti interpretano un canto dai tratti africani.

Per il gran finale tutti gli artisti sono saliti sul palco interpretando un canto che suscita gioia, passione e spiritualità. Dal cammino di Santiago a Montserrat, il canto dei pellegrini riecheggia nell’auditorium: le canzoni popolari oltre ad essere particolarmente coinvolgenti, molto spesso affrontano il tema della spiritualità e gli artisti lo hanno fatto in grande stile. Tutti gli accordi, gli strumenti e le danzatrici tra il pubblico hanno riempito la Cavea che in un ritmo coinvolgente si è lasciata trascinare dal suono del Canto Sacro.

Una serata da vivere per le tante sfumature artistiche rappresentate, una fusione di stili musicali popolari che l’hanno resa indimenticabile, per tutti coloro che hanno avuto l’opportunità di viverla.

 

 

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