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Sciopero Atac del 13 ottobre 2017 revocato: bus, tram e metro regolari

Sciopero Atac del 13 ottobre 2017 revocato: bus, tram e metro regolari
ottobre 12
10:07 2017
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Lo sciopero a Roma del 13 ottobre 2017 avrebbe dovuto coinvolgere l’intera rete del trasporto pubblico per 24 ore. La Prefettura di Roma, in comune accordo con l’Assessorato alla Mobilità, ha deciso per la revoca dello sciopero. Frullo: “Colpiti da questa decisione”

Lo sciopero Atac del 13 ottobre 2017 è stato scongiurato. L’agitazione, decisa in un primo momento dai sindacati dell’azienda del trasporto pubblico capitolino prevedeva il blocco del servizio di metro, bus e tram per la durata di 24 ore ed è stata rinviata a data da destinarsi.

Dietro tale decisione la Prefettura ha giocato un ruolo importante. In virtù delle continue tensioni fra passeggeri e operatori del trasporto pubblico e dei gravi pregiudizi alla tutela della libertà di circolazione degli utenti il cosiddetto Ufficio Territoriale di Governo ha preso in mano la situazione e ha optato per differire lo sciopero. Una decisione appoggiata in pieno anche dall’Assessorato alla Mobilità, guidato da Linda Meleo.

Uno sciopero, indetto dai sindacati Orsa, Faisa Confail e Usb, che a Roma avrebbe avuto serie ripercussioni nell’intero arco della giornata, dopo i precedenti stop avvenuti a settembre che hanno creato non pochi problemi alla viabilità e, in particolar modo, ai cittadini imbufaliti nell’aspettare invano una corsa.

E proprio i sindacati in questione hanno contestato la decisione della Prefettura ma di fronte alla volontà di essa non hanno potuto fare altro che associarsi e differire l’astensione a data da destinarsi, che non sarà prima del 10 novembre.

Sciopero Atac del 13 ottobre 2017, la polemica dell’USB

La decisione della Prefettura di Roma nel differire lo sciopero ha creato malumori fra i sindacati, ed in particolare Usb (Unione Sindacale di Base).

Così Michele Frullo, sindacalista di USB Lavoro Privato, che non nasconde tutto il suo disappunto: “Abbiamo richiesto lo sciopero seguendo tutte le procedure previste dalla legge 146/90, come facciamo per tutti gli scioperi. Ci sentiamo veramente colpiti – afferma Frullo – non ci fanno più scioperare: è vergognoso. Si presumeva un’alta adesione allo sciopero e le istituzioni dovrebbero prevedere un sistema per discutere le cause che provocano questo forte dissenso. Altrimenti rimaniamo chiusi in una situazione di stato di diritto e questo non lo riteniamo plausibile”.

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