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Ricarica delle auto elettriche: due progetti futuristici

Ricarica delle auto elettriche: due progetti futuristici
luglio 18
08:57 2012

fonte: www.ecologiae.com

Quando si parla di auto elettriche, il primo dubbio che salta in mente all’ignaro automobilista è: “ma come si ricaricano queste auto”?
Ci sono, in proposito, diverse scuole di pensiero. C’è chi ritiene che le stazioni di rifornimento che oggi distribuiscono (tramite apposite pompe) benzina, diesel e/o gpl, dovrebbero avere anche la colonnina dell’elettricità. Così facendo ci si ritroverebbe ad avere stazioni di servizio sia nel centro cittadino che in periferia, facilitando la ricaricare della propria vettura. Una variante, sicuramente più ecologica sarebbe quella di dotate tali stazioni di energia solare, raccolta direttamente tramite pannelli solari.
C’è, invece, chi ritiene che una soluzione possa essere quella di avere delle batterie di scorta (una in auto e una a casa a ricaricare, come già molti fanno per i telefoni cellulari), in modo da sostituire quella che, di volta in volta, si scaricata mediante l’uso della vettura. Anche per questa soluzione, c’è la variante ecologica: si parla, infatti, di impianti solari, da installare a casa, i quali accumulano energia durante le ore di luce e la rilasciano di notte, ricaricando così l’auto mentre è parcheggiata.

Al momento una delle maggiori difficoltà per lo sviluppo dell’auto elettrica è rappresentato proprio dalla mancanza di un’adeguata rete di punti di ricarica. A Los Angeles, durante il ventiseiesimo “Eletric Vehicle Symphosium”, è stato presentato un progetto che potrebbe eliminare i cavi per ricaricare le batterie delle auto elettriche. L’università dello Stato dello Utah, infatti, ha elaborato un sistema di ricarica Wireless tramite piattaforme  posizionate sul terreno che andrebbero benissimo in parcheggi, uffici, supermercati e metropolitane , dove le vetture sostano per almeno un paio di ore avendo così tutto il tempo per ricaricarsi. L’altro progetto arriva dalla Corea del Sud e si basa sulla ricarica in movimento. Per ora la prova verrà fatta su un autobus che percorrerà circa  due km all’interno dell’università. Questa ipotesi però sembra difficilmente attuabile visto che richiederebbe un intervento totale su tutto il sistema viario.
(ha collaborato Francesca Cotugno)