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Rifiuti a Roma, sull’emergenza Zero Waste Lazio scrive a Virginia Raggi

Rifiuti a Roma, sull’emergenza Zero Waste Lazio scrive a Virginia Raggi
maggio 13
23:11 2017
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Lettera aperta dell’associazione che si occupa di gestione dei rifiuti alla prima cittadina della Capitale. Nella missiva si fa riferimento all’emergenza rifiuti a Roma e in particolare ai problemi sorti nei giorni precedenti e alle criticità del sistema di smaltimento della spazzatura

E’ bastato un cassonetto di troppo che tracima di spazzatura per far tornare in auge un vecchio problema e far scoppiare, nuovamente, l’emergenza rifiuti a Roma. E si è nuovamente “da capo a dodici”. Si dice così a Roma, in questi casi, quando si è costretti a ripartire da zero un qualcosa andato storto o fatto nel modo sbagliato e che si stava avviando brillantemente al termine. Ecco, Virginia Raggi è di nuovo da capo a dodici. Sembrava che avesse trovato la pace interiore la prima cittadina romana nel governare la Capitale, dopo il mare di guai che l’ha travolta a partire dal giorno del suo insediamento, datato giugno 2016, ed ininterrottamente fino ai primi mesi del 2017. Dall’intricato rebus delle nomine all’infinita girandola di dimissionari e di indagati fino alle vicende di uno stadio, quello della Roma, che tutto è riuscito a trovare, location, stop and go, tranne una soluzione per mettere d’accordo tutti sembrava che il peggio se lo fosse lasciato alle spalle.

Leggi qui l’articolo sulle cause scatenanti dell’emergenza rifiuti romana

Un riacutizzarsi del problema dei rifiuti a Roma che, stavolta, non è passato inosservato ai poteri forti. In tanti hanno commentato la faccenda in maniera, peraltro, piuttosto negativa: dall’attuale Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che definisce ‘serissima’ la situazione anche a causa delle comitive di topi che invadono la città, al neo-segretario del Pd Matteo Renzi, che prima etichetta la giunta capitolina con un ‘incapace’ e poi si candida per ripulire la città, fino al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, che punta il dito contro la scarsità di impianti. A questo coro aggiungiamoci anche il malcontento dei cittadini che accentua ancora di più l’emergenza dei rifiuti a Roma e il lavoro, già di per sé, difficoltoso della Raggi.

Ma a scagliarsi contro il Sindaco c’è anche un’associazione, la Zero Waste Lazio, che lo fa indirizzando una lettera aperta proprio alla prima cittadina di Roma.

Zero Waste, o Rifiuti Zero, è un’associazione nata nel 2009 che ha il compito di riprogettare la vita ciclica dei rifiuti, considerati risorse da riutilizzare come materie prime, e di contrapporsi alle pratiche che prevedono necessariamente processi di incenerimento o discarica, e tendendo ad annullare o diminuire sensibilmente la quantità di rifiuti da smaltire. Altro scopo della Zero Waste è quello di fare da raccordo fra le iniziative dei gruppi locali che operano sparsi per il territorio italiano e le reti europee e mondiali.

Dicevamo, insomma, di questa lettera con destinatario Virginia Raggi nella quale si mettono in luce criticità e mancanze riguardanti proprio la gestione dei rifiuti a Roma. L’associazione esordisce precisando che l’emergenza in atto ‘non è una opinione ma un fatto, basato di certo su un sistema impiantistico di AMA inadeguato, obsoleto o del tutto assente e che è un fatto noto a tutti da tempo’, per poi proseguire ammonendo la Raggi ricordandole che ‘è passato quasi un anno dall’insediamento della sua giunta e che, nonostante il cambio di due assessori all’ambiente, la sua maggioranza ha di fatto ignorato per motivi diversi sino a febbraio 2017 i continui solleciti al confronto per l’attuazione della delibera capitolina già approvata n. 129/2014 “Roma verso rifiuti zero”, data da cui aspettiamo un atto di giunta annunciato dal suo assessore all’ambiente tre mesi fa’. Carica di Assessore all’Ambiente che, dopo le dimissioni di Paola Muraro, ora ricopre Pinuccia Montanari.

La lettera entra nel vivo quando l’associazione espone consigli allo stesso Sindaco: ‘serve ora che lei metta a disposizione di AMA le risorse economiche e di personale per attuare i citati programmi descritti in modo puntuale, in primis per un “programma straordinario” mirato alla riconversione generale, dai cassonetti alla raccolta generalizzata “porta a porta” e la costruzione degli impianti di compostaggio e di riciclo necessari’. Impianti del tutto mancanti a Roma e provincia, soprattutto per le frazioni differenziate, come quella organica che viene inviata a costi esorbitanti a Pordenone e quella secca, selezionata ‘in subappalto oneroso a piattaforme private a Pomezia ed altrove’.

L’associazione, poi, mette ancora di più al centro delle responsabilità Virginia Raggi sottolineando che ‘il nodo principale da sciogliere per risolvere davvero la “ricorrente emergenza” rifiuti romana è tutto nelle sue mani, e consiste nell’abbattere la produzione di “rifiuti indifferenziati” raccolti con i cassonetti stradali e puntare tutte le risorse finanziarie ed umane sulla “filiera differenziata” che va dall’estensione generale della raccolta “porta a porta” sino alla realizzazione ed autorizzazione degli impianti di compostaggio e di riciclo’. Infine un ultimatum specificando che ‘la gestione dei rifiuti sarà “sostenibile” a patto che la sua giunta sarà in grado di attuare il principio vigente di “autosufficienza territoriale”, contenuto anche nella delibera capitolina n. 129/2014, facendo realizzare gli impianti citati di riciclo e compostaggio all’interno del territorio di Roma Capitale”.

L’aspetto più innovativo e necessario per il buon esito del percorso dell’associazione? ‘L’istituzione di una vera e strutturata “partecipazione popolare” su base paritaria e con i poteri propositivi previsti dalla delibera n. 129/2014, attraverso il sistema degli Osservatori municipali e comunale, ora in fase di prima sperimentazione in due Municipi, in cui serve che lei dia un fortissimo impulso alla stesura del necessario “Regolamento comunale”, visto che la commissione capitolina ambiente solo dopo nove mesi ci ha convocati in prima audizione ma senza assumere alcun impegno concreto calendarizzato’.

Infine un auspicio: ‘dato che lei ha lanciato ultimamente il concetto di “democrazia diretta” crediamo che sia suo preciso interesse favorire forme avanzate di condivisione per una concreta “partecipazione popolare” che possano essere preliminari al concetto da voi stessi proclamato’.

Una lettera che, si spera, possa spronare Virginia Raggi e la sua giunta a cambiare rotta sui rifiuti a Roma per regalare alla città e ai romani più pulizia e quella tranquillità che in città latita da tanto, troppo tempo. Sarà la svolta o per la Raggi sarà un motivo per ripartire “da capo a dodici”?

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