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Rock in Roma 2012 e Caparezza: serata di rock, reggae e riflessioni

Rock in Roma 2012 e Caparezza: serata di rock, reggae e riflessioni
luglio 22
13:13 2012

Caparezza Rock in Roma

La Puglia protagonista sul palco dell’Ippodromo di Capannelle. Lo scorso 20 luglio Taranto e Molfetta sono le città protagoniste dell’ “Eretico Tour 4: l’estinzione”. Si parte alle 21 con Mamma Marjas, la regina del reggae in Italia, che tra un “Ganja”, un “Mrs Music” e altri brani tratti da “We Ladies”, ricorda quanto siano importanti le donne e la loro consapevolezza e dignità. Non dimenticando i morti sul lavoro e Bob Marley, radice comune di anima, soul e musica, in un mix esplosivo e felice. Alle 22 con alle spalle i cerchi di fuoco, simbolo delle Olimpiadi, ecco apparire lui: Michele Salvemini, alias Caparezza. Parte con “Sono il tuo sogno eretico” e Capannelle, piena e allegra, è un tripudio di mani, salti e voce. Scenografico, ironico, iperattivo, non manca di prendere in giro i facili e finti sogni regalati dalla tv. Compaiono sul palco due pacchi, dove in uno si regala un contratto a tempo indeterminato e nell’altro, scelto e vinto da Caparezza, appare la scritta Fottiti, preludio del “Il dito medio di Galileo”. Si continua con “Le Dimensioni del Mio Caos”, “Non Mettere Le Mani In Tasca” e con “Cose Che Non Capisco”.

Aiutato dal fidatissimo amico Diego Perrone con il quale “condivide tutto, dal cibo alla lettura, dai film alla camera da letto”, esilarante parodia sui Beatles dove la band di Caparezza diventa “The Rezzas” con tanto di vestiti colorati e chitarra con la bandiera inglese. “Esiste una nuova droga. Tu ti sei mai fatto di libertà?” e da qui ricomincia con sarcasmo a pronunciare parole come Futuro e libertà, il Popolo delle libertà e la Sinistra ecologica delle libertà, per intonare, insieme al pubblico, “Legalize the premier”. Commozione e silenzio quando canta “Eroe (Storia Di Luigi Delle Bicocche)” che lascia spazio a luci e riflessioni su un testo così significativo. Stupisce anche il Caparezza violinista in “La grande opera” e la divertente parodia su “Harry Potter e la prostata infuocata” premessa di “Kevin Spacey”. Spassosissimo gioco di microfono per “Vieni a ballare in Puglia” quando, dopo l’intro, Caparezza prolunga all’infinito la frase “E tu dove vai a ballare”, dichiarando divertito “perché io sono consapevole di cosa sta per succedere”. Ancora emozioni con “Io vengo dalla luna” e “Sono fuori dal tunnel” e la gente continua a saltare, ballare e cantare divertita. “Perché io quando scrivo non metto testi a cazzo, io m’informo prima di parlare” è la frase che accompagna “La fine di Gaia” dove candidamente ammette di “aver marciato, come tutti, sulla storia dei Maya”. Tra le canzoni conclusive “Abiura di me” e Caparezza a dorso nudo per un cambio di maglia da poter acquistare sul sito del fan club a favore della popolazione emiliana. Il concerto di Caparezza è stata musica, scenografia, spettacolo, riflessione e rock. I suoi testi, anche quelli apparentemente leggeri, hanno sempre un sottotesto di denuncia e di lucida riflessione della realtà. Tanti ricci, una testa grande e vaporosa, per nulla montata dal successo ottenuto. Caparezza è un mix di energia e bravura, umiltà e serietà, doti che non tutti gli artisti possiedono.

Stefania Paradiso

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