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Roma sotto la pioggia dei Tindersticks

Roma sotto la pioggia dei Tindersticks
luglio 26
20:44 2012
Tindersticks © Musacchio&Ianniello

Tindersticks © Musacchio&Ianniello

Quasi vent’anni fa i Tindersticks esordivano con il loro album omonimo, che resta ancora la vetta insuperata del gruppo in quanto originalità e influenza in un genere definito per convenzione come pop alternativo. Lunedì 23 luglio, la formazione inglese ha presentato all’Auditorium Parco della Musica il nono album, “The something rain”. Complice la pioggia estiva che si è abbattuta su Roma, il concerto è stato spostato dalla Cavea alla Sala Sinopoli. Proprio come nelle canzoni dei Tindersticks, dove la notte fa da padrona e la pioggia è un contrattempo che porta a un percorso inatteso, la cornice in cui il pubblico si è ritrovato era quella di una sala più piccola e intima, con una messa in scena spoglia e minimale e la distanza fra chi suonava e chi ascoltava si riduceva ulteriormente. L’atmosfera ideale per la discografia del gruppo inglese.
Lo stile è raffinato e sobrio anche nella scaletta, solo quindici brani per poco più di un’ora di concerto. Cominciando con la classica “Blood” dal primo album, la scelta delle canzoni ricade su pezzi tratti dall’ultimo e inaspettatamente dal quarto “Simple pleasure”, con brani come “If you’re looking for a way out”, “Can we start again?” e “I know that loving”. Il quarto album, considerato minore dal pubblico e dalla critica, evidentemente rappresenta ancora per i Tindersticks un riferimento importante, se non altro per il fatto che ha segnato una svolta verso suoni più jazz e soul. Con le canzoni dell’ultimo lavoro “The something rain”, da “Chocolate” a “Show me everything”, a “Frozen”, “Come inside”, “Medicine” e la strumentale “Goodbye Joe” nel finale, i Tindersticks mescolano insieme mondi musicali differenti, suoni psichedelici si alternano alle sessioni dei fiati, strumenti classici ed elettronici convivono in un assetto orchestrale mettendo in scena il loro più elegante pop da camera.
La voce di Stuart Staples è inconfondibile, un marchio di fabbrica di questo artista e cantautore che negli anni, dopo un inizio compositivo di gruppo, è diventato sempre più il principale autore delle canzoni dei Tindersticks, dei loro testi tormentati e delle atmosfere cupe che li caratterizzano. Se gli anni Zero sono stati un periodo di crisi creativa per il gruppo inglese, tanto da arrivare a un momentaneo scioglimento, “The something rain”, il terzo album dopo la reunion, li riporta al grande pop d’autore ispirato ed elegante.

Alessandro Bilotta

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