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Romics 2019, specchio dei tempi di un mondo che cambia | Foto e video

Romics 2019, specchio dei tempi di un mondo che cambia | Foto e video
aprile 08
18:50 2019

Si è chiusa la 25^ edizione di Romics 2019, quella di primavera. Dal 4 al 7 aprile, circa duecentomila – secondo gli organizzatori – sono stati i visitatori della mostra del fumetto, dei giochi e dell’animazione. Domenica sono stati premiati Alessandro Bilotta (sceneggiatore di Dylan Dog e Mercurio Loi della Sergio Bonelli editore), il fumettista Ryan Ottley (celebre per i suoi disegni su The Amazing Spider-Man e su Invincible di Kirkman & Walker), Reki Kawahara (scrittore giapponese di light novel e manga, noto al grande pubblico per Accel World e Sword Art Online) e George Hull (concept designer di The Matrix: Reloaded, Cloud Atlas, Blade Runner 2049).  Come sempre a colpire l’occhio sono stati i variopinti costumi dei cosplayers che hanno affollato la fiera di Roma. Ma cosa rappresenta oggi questa manifestazione e cosa è diventata con il passare del tempo?


Con l’avvento (o forse dovremmo dire il sopravvento) delle innovazioni tecnologiche, si sta assistendo ormai da tempo a repentini ed epocali cambiamenti che stanno colpendo ogni cosa, ogni settore della nostra vita: dagli usi ai costumi, dalle mode ad ogni sorta di strumento utilizzato dall’uomo. Anche quelli usati per la comunicazione e l’intrattenimento. Il digitale ormai sta soppiantando la carta e anche alcune forme d’arte come il fumetto, ne stanno fortemente risentendo.

Il Romics – la rassegna internazionale sul fumetto, l’animazione, i videogames, il cinema e l’intrattenimento che si svolge nella Capitale dal 2001 – è forse uno dei più grandi emblemi di questi cambiamenti. Tale manifestazione era nata inizialmente come fiera del fumetto e dell’animazione, ma nel corso di questi 18 anni (e 25 edizioni, dal momento che negli ultimi tempi gli appuntamenti sono diventati semestrali) ha assisto ad un cambiamento delle abitudini e dei gusti sia degli espositori che dei propri visitatori, adattandosi ai mutamenti adeguando la propria identità culturale. E lo ha fatto aprendo i suoi orizzonti, abbracciando così ai giochi, al cosplay, al cinema, agli YouTuber.

Il Romics 2019 è lo specchio dei tempi che stiamo vivendo: quello che era stata la colonna portante ed il motore della fiera stessa – il fumetto – è così finito lentamente ed inesorabimente più ai margini della rassegna ad esso inizialmente dedicato, frutto del cambiamento degli interessi delle giovani generazioni verso un intrattenimento sempre più multimediale e dinamico. Il tutto lasciando la staticità delle emozioni su carta più a quelle generazioni che con la carta ci hanno vissuto (ed hanno sognato con essa, con quelle nuvolette e quelle tavole animate solo dalla propria fantasia).

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Cos’è diventato, dunque, oggi il Romics? Sicuramente rimane un evento che continua ad attrarre migliaia di persone. Anche quest’anno, si sono toccate cifre elevate di visitatori (oltre le duecentomila secondo gli organizzatori) dal 4 al 7 aprile per questa edizione primaverile del Romics 2019. Il fascino del fumetto, in qualche modo resta, come testimoniano i riscontri alle mostre delle tavole a fumetti e gli incontri con i disegnatori ed gli autori. Ma ormai tutti gli altri eventi – una volta collaterali – sono diventati inevitabilmente le principali attrazioni della manifestazione. Alzi la mano chi non rimane affascinato dai variopinti e sempre più dettagliati costumi con i quali i tantissimi cosplayers passeggiano avanti ed indietro tra i padiglioni della fiera, diventando loro stessi le star dell’evento:  i bambini e ragazzini si mettono in fila per farsi una foto ricordo con queste sempre più fedeli riproduzioni del fantasy e del cinema. Probabilmente per molti, l’elemento attrattivo di rassegne come queste stanno diventando proprio loro, i cosplayers. Ma non sono gli unici. Si pensi agli YouTuber, giovanissimi divenuto famosi semplicemente caricando dei video su YouTube o alle numerose novità dei videogiochi che rappresentano pur sempre una buona fetta di appassionati.
In un mondo che sta cambiando, il Romics cambia con esso. E il viaggio che entrambi hanno intrapreso è ancora lungo. Dove li porterà è un qualcosa ancora tutto da scoprire. Anzi, direi da sfogliare, come le pagine di un classico (ed immortale) fumetto, magari uno di quelli ambientati nel futuro.

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Riprese video, montaggio e servizio fotografico a cura di Lorenzo Pontecorvi e Maurizio Valentini della @SoundImplosionGroup.