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Sciopero della scuola a Roma, la protesta dei docenti delle primarie e dell’infanzia | FOTO

Sciopero della scuola a Roma, la protesta dei docenti delle primarie e dell’infanzia | FOTO
gennaio 08
20:03 2018
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Lunedì 8 gennaio 2018 è stato il giorno dello sciopero della scuola a Roma per il caso dei diplomati magistrali. Gli insegnanti hanno preso parte ad un sit-in dinanzi al Ministero dell’Istruzione. Ma secondo il Garante “è illegittimo”

Quarantatremila docenti non ancora in cattedra con un posto “fisso” e seimila persone assunte con riserva che rischiano di perdere il loro posto. Questi i numeri che riguarderebbero la sentenza del Consiglio di Stato che ha di fatto escluso dalle graduatorie per l’assunzione chi ha conseguito il diploma magistrale entro l’anno scolastico 2001/2002. Dunque, chi tra questi sta lavorando come supplente finirà l’anno in corso, ma da quello succesivo tornerà nelle graduatorie d’istituto per le supplenze (e non in quelle per l’assunzione ad esaurimento, le GAE); mentre chi è stato assunto con riserva, all’arrivo della sentenza di merito, perderà il lavoro. La sentenza d’altronde parla chiaro: “il possesso del solo diploma magistrale, sebbene conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002, non costituisce titolo sufficiente per l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento del personale”.

Numeri che hanno spinto le sigle sindacali Anief, Saese e Cub a proclamare una agitazione nazionale per la giornata di lunedì 8 gennaio 2018, alla ripresa delle attività scolastiche dopo le festività natalizie. Lo sciopero della scuola a Roma si è concretizzato attraverso un sit-in di protesta formato da docenti delle scuole primarie e dell’infanzia dinanzi la sede del Ministero dell’Istruzione, in viale Trastevere. Tra gli slogan: “No ai licenziamenti di massa” e “Abilitate quando serve, licenziate quando conviene”.

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Nel pomeriggio però è intervenuta l’Autorità garante per gli scioperi che ha dichiarato lo sciopero della scuola “non conforme alla legge” inquanto risulterebbe “violata la regola del preavviso di 15 giorni e il mancato tentativo di conciliazione presso il Ministero, trattandosi di motivazioni diverse da quelle avanzate dalla sigla Saese, che per prima ha proclamato lo sciopero”. In una nota, il Garante afferma anche che aveva già “segnalato la questione in due occasioni a tale organizzazione sindacale, il 28 dicembre 2017 ed il 3 gennaio 201″8 e pertanto, “nel corso della prossima seduta, l’Autorità valuterà l’apertura del procedimento, per l’irrogazione delle relative sanzioni“.

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