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Stazioni Lunari a Roma, all’Auditorium PdM un concerto spaziale!

Stazioni Lunari a Roma, all’Auditorium PdM un concerto spaziale!
luglio 14
17:34 2016

Tanti ospiti (da Max Gazzè a Carmen Consoli, da Brunori a Ginevra Di Marco) per Stazioni Lunari a Roma: la creatura musicale di Francesco Magnelli è atterrata alla Cavea per la rassegna Luglio Suona Bene 2016 e ha mandato in orbita il pubblico coinvolgendolo in un turbinio di emozioni pentagrammate

Il 21 luglio 1969, Neil Armstrong fu il primo uomo a mettere piede sulla luna. Quarantasette anni dopo, il 12 Luglio 2016, un altro uomo ha fatto volare in direzione dello stesso satellite senza staccare i piedi da terra. Quell’uomo si chiama Francesco Magnelli, vera istituzione del rock (e non solo) degli ultimi 35 anni. Molto più di un collaboratore nei Litfiba degli anni ’80 e fondatore (assieme a Gianni Maroccolo, Massimo Zamboni, Giorgio Canali e Giovanni Lindo Ferretti) dei CSI negli anni ’90, da una dozzina di anni porta in giro per l’Italia il suo spettacolo Stazioni Lunari, un concerto che vede ospiti sempre diversi, creando ogni volta un evento unico. La data di Stazioni Lunari a Roma si è svolta alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica, nell’ambito della rassegna Luglio suona bene 2016. Oltre a Magnelli, sono saliti sul palco anche Ginevra Di Marco, Carmen Consoli, Max Gazzè, Brunori SaS ed i Post-CSI Maroccolo, Zamboni e Canali, in un’interazione continua sulle diverse canzoni presentate.

Guarda la gallery di Stazioni Lunari a Roma (Foto di Musacchio&Ianniello, per gentile concessione di Musica Per Roma) e continua a leggere:

La serata prende il via con Ginevra Di Marco e la Canzone Arrabbiata, un pezzo scritto da Nino Rota per il film Fantasmi a Roma e qui sublimata dalla sua splendida voce, per poi passare il microfono a Brunori che con due sue canzoni top, Come Stai e Guardia ’82, scatenano un’ovazione del pubblico presente. É il turno di Carmen Consoli, vestita in lamè rosa da vera bambola-rock, che con L’Eccezione e L’Abitudine Di Tornare ricorda che non possiamo fare a meno della sua voce così unica.

Si entra in territorio CCCP-Fedeli alla Linea e del loro disco epitaffio (che sancì in realtà l’inizio dei CSI) Epica Etica Etnica Pathos con Annarella ed il suo intro di piano per una delle più belle canzoni del secolo scorso e qui cantata da Carmen in duetto con Ginevra, e Depressione Caspica in cui Maroccolo in chitarra acustica, Canali in disturbata e Zamboni in grattuggia, trovano il loro humus facendo esplodere la Cavea.

Il microfono passa a Max Gazzè che sceglie, fra il suo sterminato repertorio, Il Bagliore dato a questo sole, con quel suo bel basso potente e Vento D’Estate, traccia d’esordio dell’artista romano, nella cui melodia ariosa c’è dentro tutta la spensieratezza di cui avremmo bisogno in questi tempi grami. Continua il clima di festa con Les Tziganes, pezzo francese di Leo Ferrè, cantato da Ginevra tra battiti di mani e atmosfere dal sapore parigino e Io Sto Bene dei CCCP che Brunori trasforma in tiro rock ‘n’ roll come un Eddie Cochran nostrano, per poi passare al piano per suonarci la sua Arrivederci.

Una sussurrata L’ultimo bacio della Consoli, fa da preludio ad Amandoti dei CCCP, cantata dalla stessa Carmen con un siparietto in siculo al termine della canzone. Sempre dai CCCP, Massimo Zamboni che di quella band ne fu l’anima musicale, canta Oh! Battagliero con fare timido ma efficace ed il microfono preso a due mani, prima di Forma e Sostanza dei CSI, cantata da una Di Marco indemoniata. Gazzè “protesta” in maniera amichevole con Magnelli per la composizione della scaletta dicendosi penalizzato, ma quando attacca Mentre Dormi e soprattutto Cara Valentina, in duetto con Ginevra, e con Canali ai cori a mani giunte sul davanti come un bravo scolaretto, la platea esplode in un boato.

La bella raffica finale parte con Brunori e la sua Rosa (che sembra un pezzo rubato ad Ivan Graziani), Consoli con Fiori D’Arancio, Di Marco con M’Importa Na Sega e Gazzè con Sotto Casa, prima del capolavoro di Domenico Modugno, Malarazza, da anni un classico anche di Ginevra che, questa sera, la fa definitivamente propria davanti ad un pubblico che non può che celebrarne la bravura. Un attimo di pausa ed ecco i bis che cominciano con Il Pugile di Brunori con un testo dolce come la personalità del cantautore calabrese, per lasciare il posto alla bellezza di Montesole dei PGR, dove il testo Ferrettiano non ha perso, dopo diversi anni, nulla della propria intensità.

Oceani Deserti è cantata da Carmen Consoli in solo chitarra e riceve i complimenti di Gazzè per la bellezza della canzone e e la bravura nell’esecuzione. Ma quando Max presenta la sua nuova La Vita Com’è, tutto il pubblico si alza e si riversa a bordo palco per condividere con gli artisti la gioia che ha portato questo concerto, che termina con un calda versione di Fuochi nella notte di S. Giovanni dal primo CSI Kodemondo, quasi un omaggio al Ferretti compagno di una vita artistica e non solo.

Un evento più che un semplice concerto, Stazioni Lunari a Roma, che emoziona e rapisce il cuore del pubblico romano, come se ogni volta mettessimo piede su di un pianeta da cui non vorremmo tornare mai più… Houston, qui non c’è nessun problema!