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Tappeti volanti, una mostra che rievoca il sogno umano di volare

Tappeti volanti, una mostra che rievoca il sogno umano di volare
ottobre 10
12:24 2012
Tappeti volanti - Hans Haacke 1965 - Blue Sail
Hans Haacke 1965 – Blue Sail

L’uomo, sin dall’antichità, ha sempre avuto un sogno: volare come un uccello. In molti hanno provato a renderlo concreto costruendo macchine volanti – tra cui anche Leonardo da Vinci – ma solo nel XX secolo, con il progresso tecnologico questo sogno è diventato reale. Prima del 27 luglio 1949 – giorno in cui in Gran Bretagna partì il primo aereo di linea – l’uomo poteva volare solo con la fantasia come avviene in alcune storie raccontate ne Le mille e una notte (celebre raccolta di novelle orientali, del X secolo). In alcuni di questi racconti mitici i protagonisti sorvolano i continenti, spostandosi in un lampo da una parte all’altra del mondo, grazie a un tappeto volante.

Questo immaginario mezzo di trasporto, caratteristico della mitologia persiana e araba, è il pretesto curioso di un’insolita mostra Tapis volants (visibile all’Accademia di Francia – Villa Medici – fino al 21 ottobre 2012) che interpreta più in generale l’arte moderna e contemporanea «considerando il tappeto quale superficie piana e astratta», spiega Éric de Chassey, Direttore della prestigiosa sede istituzionale francese.

Tappeti volanti - Pierre Malphettes - Tapis Roulant
Pierre Malphettes – Tapis Roulant – 1997 – 20x140x200cm

L’iniziativa, lungo il suo percorso espositivo, rivela il fascino esercitato dalle misteriose trame di questi “drappi di tessuto” sugli artisti passati, tra cui spiccano soprattutto gli esponenti dell’avanguardia artistica del primo Novecento. «Tale storia – spiega Éric de Chassey – rappresentata dalla simbolica presenza di tappeti nelle opere maggiori di Henri Matisse a partire dal 1906, si è fondata essenzialmente sulla maniera in cui lo sguardo nuovo degli artisti sui tappeti – sui quali sino ad allora si erano limitati a camminare – li ha resi sensibili alla efficacia visiva della planitudine, all’armoniosità della ripetizione e della variazione dei motivi sulla superficie, alle virtù dell’ornamento».

Tuttavia, la mostra sconfina anche oltre, dando uno sguardo a volo d’uccello – per rimanere in tema – su tutta la storia dell’arte, a partire da quando i tappeti erano un elemento ornamentale – che i commercianti veneziani portavano da oriente – molto ricercato dai nobili europei.
«Alcuni artisti del primo Rinascimento italiano (da Ambrogio Lorenzetti a Fra’ Angelico) – spiega ancora il Direttore di Villa Medici – si servivano del motivo del tappeto, per il suo duplice valore di superficie piana – utile come sfondo per una composizione ordinata – e di spazio metaforico in grado di elevare al di sopra del mondo terrestre le figure che vi sono deposte (Vergini con bambino e Sacra Conversazione, in particolar modo)».

Tappeti volanti Arazzo o Suzani - Bukhara - Uzbekistan
Arazzo o Suzani – Bukhara – Uzbekistan – XVIII secolo – 265,5 x 177,5 cm

Più precisamente, questa singolare lettura viene data mettendo a confronto le opere d’arte con diverse tipologie di tappeti ottomani prodotti dal sedicesimo secolo a oggi. «L’esposizione – spiega il curatore dell’evento, Philippe-Alain Michaud – si propone di raccogliere e confrontare dei tappeti reali, che attraverso la loro funzione (tappeti di preghiera, tappeti di guerra, tappeti giardino), la loro tessitura (tappeto di seta bouqalemoun dai colori vivaci ma molto armoniosi) o la loro composizione (in grille, in semis, centrati attorno un medaglione) producono un effetto d’animazione delle superfici».

In particolare Philippe-Alain Michaud, curatore anche del Centre Pompidou di Parigi, oltre a proporre alcune opere contemporanee che si ispirano a questo oggetto simbolo della vita nomade (in mostra anche alcune installazioni e sculture, ispirate ai magici tappeti volanti, di artisti americani, europei e mediorientali, provenienti dalla collezione del noto centro d’arte francese) ha voluto individuare una similitudine tra le riprese filmiche – considerate dal punto di vista della loro realizzazione tecnica quale proiezione di immagini in movimento su una superficie piana – e i tappeti volanti, portando come esempio i film realizzati dal regista americano Stan Brakhage, tra i più audaci sperimentatori cinematografici del secolo scorso.

Stefania Valente

Tapis volants

Fino al 21 ottobre
Académie de France à Rome – Villa Medici
Viale Trinità dei Monti, 1 00187 Roma
Orari e biglietti: 10.45 – 13.00; 14.00 – 19.00 [chiuso il  lunedì]; giovedì fino alle ore 21.00 ingresso Villa  Medici (visita della mostra e  visita guidata dei giardini): 9 euro  [intero] – 7 euro [ridotto] ingresso mostra: 6  euro [intero] | 4,50  euro [ridotto] 3 euro [meno di 25 anni] | ingresso gratuito sotto i 10  anni
Info: www.villamedici.it; Tel +39 06 67611 / M. standard@villamedici.it