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The Wall, Roger Waters manda in visibilio l’Olimpico di Roma

The Wall, Roger Waters manda in visibilio l’Olimpico di Roma
luglio 29
19:27 2013

The Wall, la recensione del capolavoro portato da Roger Water all’Olimpico di Roma

Foto Roger Waters The WallThe Wall. Il muro che regala, rievoca, emoziona. Una parete reale e surreale che vede Roger Waters scatenato ed emozionante. Il muro è enorme, da tribuna a tribuna. Il concerto evento del 28 luglio 2013 allo stadio Olimpico non ha di certo deluso il pubblico.

Due gru di 60 tonnellate alzano i 1000 mattoni illuminati al momento dello show da 49 proiettori ed offrono uno spettacolo da togliere il fiato.

Waters dedica in un perfetto italiano il concerto alle vittime del terrorismo di Stato di tutto il mondo, soprattutto al cittadino brasiliano Jean Charles de Menezes, ucciso dalla polizia a Londra nel 2005 perché scambiato per un terrorista, e alla sua famiglia che lotta per ottenere verità e giustizia.
Lo show ha inizio con la scritta “Io sono Spartaco” proiettata in tutte le lingue sul muro e i fuochi d’artificio.
The Wall Roger Waters Un aereo militare si schianta ai lati del palco. In quello schianto si racchiude il capolavoro: Roger orfano del padre morto in guerra. Una madre possessiva, gli insegnanti autoritari e un muro che diventa sempre più imponente ed ecco The Wall, il capolavoro dei Pink Floyd uscito nel 1979.
un vortice di emozione e suono, musica e dolore, gioia e verità.
Sul palco passa la vita e la morte con immagini che sono un pugno nello stomaco. Pugno che si propaga e allarga grazie alla musica e alla voce di Waters.
Da Eric Fletcher Waters, il padre di Roger, militare dell’esercito inglese morto nel 1944 in Italia nel corso della battaglia di Anzio, alla madre iperprotettiva e al maestro autoritario rappresentati da due enormi pupazzi Roger si racconta. Proietta le immagini degli uomini che hanno ‘prodotto’ guerre e degli innocenti che le hanno subite: i bambini.
Waters non ha mai fatto mistero del suo antimilitarismo e della sua posizione molto netta nel conflitto arabo-israeliano, sostenendo apertamente il BDS, movimento per il boicottaggio di Israele. The Wall è ancora oggi un invito a far crollare il muro dei ghetti e delle diffidenze.
La musica è da sballo ed è quella che conosciamo ma con ancora più intensità.
Another brick in the wall, leit motiv dell’opera, Mother, Is there anybody out there?, Comfortably numb, Don’t leave me now.
Struggente Hey you e Comfortably Numb, fibre nervose allo spasmo e sensazioni forti con Bring the boys back home, con lo storico assolo di chitarra di Comfortably Numb.
Anche se manca la maestosa chitarra di David Gilmour nessun suono è stato sprecato.
Tanta scenografia, tecnologia, suoni, luci, mattoni. Ma nulla, davvero nulla, ha distolto l’attenzione da Water e dal “muro”.
A dimostrazione che i grandi sanno esserlo anche in questo: tutto ciò che li accompagna, che creano e mettono in scena si muove in parallelo ma non li offusca perchè è genio creativo e non riempitivo di altro.
Stefania Paradiso