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Appunti di vita in città: Francesco Totti, Andy Warhol e l’ennesimo carneade

Francesco Totti (foto S.S.) e Ilary Blasi (foto Facebook)

Appunti di vita in città: Francesco Totti, Andy Warhol e l’ennesimo carneade
marzo 15
19:08 2016

Ogni settimana il giornalista e scrittore Paolo Marcacci raccoglie per Roma da Leggere i suoi Appunti di vita in città. Nella diciannovesima puntata, il protagonista torna ad essere Francesco Totti, ma questa volta in via indiretta, in quanto vittima di una speculazione giornalistica in occasione della nascita della sua terzogenita, Isabel

L’avrà poi mai pronunciata sul serio Andy Warhol la frase sul quarto d’ora di celebrità che prima o poi tocca a tutti, anche a chi ha fatto davvero poco per meritarlo? Non lo sapremo mai, forse; forse, come diremmo oggi nell’era virtuale, era semplicemente un “fake”, un falso insomma, una mera invenzione.
E, a proposito di invenzioni, ogni tanto spunta un giornalista, se così lo si può definire, che sfrutta un determinato accadimento per provocare, quindi causare indignazione e di conseguenza far parlare, certamente malissimo, di sé.
È accaduto di nuovo, è accaduto con Francesco Totti; stavolta il pretesto – vomitevole nelle intenzioni e nella realizzazione – è stata la nascita di una bambina, il nome che i genitori hanno legittimamente scelto per lei; come se non bastasse, l’autore ha pensato bene di risalire anche al nome della madre della bimba, colpendo così in un pugno di frasi tutti gli affetti più intimi del più importante giocatore della Roma.
A quel punto, il web, i social network che diffondono, moltiplicano, raggiungono. Monta la marea dell’indignazione, partono gli insulti verso l’estensore del pezzo, tutti si sentono in dovere di diffonderlo per farlo conoscere, per far presente quanto sia stato ignobile e via cliccando. Facendo esattamente il suo gioco, con l’appoggio di migliaia di tastiere, o di tablet.
Ecco perché in questo articolo non lo nomineremo: per far capire che sarebbe bastato così poco per ignorarlo, disinnescando sul nascere la sua carica di insulti cesellati ad arte. Del resto, dopo qualche ora di immeritata notorietà, già ci risulta difficile ricordare come si chiami, che faccia abbia. Un brutto gioco, insomma, dura ancora meno di uno bello. Lo ignori anche Francesco Totti, maestro di ironia e disincanto.

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