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Violenza sulle donne: il profilo dell’aggressore. Come essere aiutate

Violenza sulle donne: il profilo dell’aggressore. Come essere aiutate
settembre 19
12:36 2017

L’ultimo episodio di violenza sulle donne, verificatosi a Villa Borghese nella notte di domenica 17 settembre 2017, riapre il dibattito anche sul tema della prevenzione in contesti di abusi familiari e “prevedibili”

L’ennesimo caso di violenza sulle donne a Roma si è verificato nella notte di domenica 17 settembre 2017 quando una donna tedesca di 57 anni è stata violentata a Villa Borghese. La vittima, legata ed imbavagliata, è stata  ritrovata nella mattinata da un tassista che transitava nelle vicinanze di viale Washington, che l’ha subito soccorsa dando l’allarme. La donna ha poi raccontato alla polizia di essere stata aggredita, derubata e succesivamente violentata da un uomo giovane nei pressi del luogo in cui è stata ritrovata.

Si tratta solo dell’ultimo dei fatti di cronaca che nei mesi di agosto e settembre hanno scosso l’Italia, richiamando l’attenzione su un tema sempre attuale come quello della violenza sulle donne. Gli abusi di varia natura che ogni giorno subiscono molte donne sono, ancora oggi, da rintracciare in quel meccanismo sociale che crea un rapporto sbilanciato tra uomo e donna. Dallo stalking alle vessazioni: lo scopo del carnefice è quello di incentivare la subordinazione attraverso l’assoggettamento fisico e psicologico, fino alla morte.

Sebbene la violenza da parte di estranei sia un accadimento difficilmente prevedibile e di ingiustificata ferocia; gli abusi da parte di un partner o un ex sono invece riscontrabili in comportamenti che non devono essere sottovalutati al fine di evitare situazioni più gravi. Per potersi difendere è bene capire quali sono i comportamenti nel proprio compagno che ne fanno un potenziale aggressore.

Prevenire il femminicidio: riconoscere i comportamenti dell’aggressore

I femminicidi, spesso percepiti come “omicidi privati”, non generano un allarme vero e proprio perchè considerati frutto della follia omicida del singolo all’interno di un contesto familiare. In realtà, Nel 70% dei casi di omicidi di donne, si tratta azioni coscienti e volute, che si dimostano essere il culmine di una serie di atti precedenti quali episodi di stalking, violenze fisiche e psicologiche ripetute nel tempo.

Tra i comportamenti che si è soliti rintracciare nell’aumento progressivo della violenza sulle donne vi è una serie ripetutata di vessazioni ingiustificate, non scatenate da una provocazione ma da un’indole aggressiva del partner, che smette di perseguitare una donna solo in “favore” di un’altra. Tra questi troviamo anche forme di prevaricazione verbale; con minacce di morte, intimidazioni e lanci di oggetti durante i litigi.  L’aumento della frequenza dei maltrattamenti, alternati a momenti strumentali e di apparente riappacificazione, presagiscono una violenza maggiore che può scatenarsi al momento della separazione, per questo è necessario lasciare il partner di nascosto.

Nei casi più gravi l’aggressore che è stato segnalato si ritova a violare provvedimenti di polizia già emessi; in queste circostanze viene valutato se le misure emesse siano sufficienti o meno nella gestione del rischio. Da non sottovalutare vi sono anche quegli atteggiamenti di giustificazione o minimizzazione della violenza, sia a livello culturale che religioso. Tra i fattori più comuni nel profilo dell’aggressore vi è il caso in cui il soggetto abbia precedenti penali; in particolare contro la persona per rissa ed aggressioni. Molti uomini violenti inoltre si trovano in condizioni di dipendenza da sostanze come l’alcool o la droga, finendo per delegare il controllo delle proprie emozioni ad uno stato di alterazione. Ultimo tra i tratti dell’aggressore è il frequente stato di disoccupazione, la scarsa attitudine a cercare e mantenere un lavoro che si traduce in un rapporto difficile con la gestione del denaro.

A chi rivolgersi nei casi di violenza sulle donne

Per contrastare la violenza di genere ci si può rivolgere ai centri anti-violenza. Attraverso l’ascolto e una serie di attività mirate questi centri offrono alle donne vittime di violenza la possibilità di riscoprire la propria identità, il valore e le competenze in modo da poter superare i traumi ed avviare un nuovo progetto di vita.

SCOPRI DOVE TROVARE A ROMA I CENTRI ANTIVIOLENZA SULLE DONNE

Oltre ai centri antiviolenza il Dipartimento delle Pari Opportunità ha attivato il numero 1522 a sostengono di tutte le donne in difficoltà, che è diventato un recapito di riferimento per le vittime di stalking; il numero è attivo tutti i giorni 24 ore al giorno ed è gratuito sia  da telefono fisso che da cellulare. Infine è possibile contattare il numero dell’associazione Telefono Rosa allo 06.37518282 anche esso attivo 24ore su 24 offre assistenza psicologica e giuridica nei casi in cui sia richiesto un intervento concreto ed immediato.

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