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Zero Waste Lazio, per una regione libera dall’emergenza rifiuti

Zero Waste Lazio, per una regione libera dall’emergenza rifiuti
maggio 07
09:15 2015

Contrariamente all’attuale gestione dei rifiuti urbani che privilegia lo smaltimento a discapito della tutela ambientale e della salute dei cittadini, Zero Waste Lazio promuove un piano di azione alternativo e sostenibile: a illustrarlo è il presidente dell’associazione Massimo Piras, sostenitore convinto di una sostenibilità generale del sistema

Il mondo che abbiamo in consegna non è infinito ed inesauribile e, perché lo si possa lasciare alle generazioni future nelle stesse condizioni ricevute, è necessario preservarlo: è questa la consapevolezza che, nel 2011, porta alla nascita di Zero Waste Lazio, l’associazione di volontariato regionale promotrice del nuovo percorso in materia di gestione dei rifiuti urbani Roma verso Rifiuti Zero, concretizzatosi con l’approvazione dell’omonima delibera 129/2014 (leggi l’articolo).

Riunendo associazioni, comitati di quartiere e movimenti civici, Zero Waste Lazio nasce dal sentimento di sfiducia nei riguardi delle diverse amministrazioni che, fino ad ora, non sono state in grado di porre un freno all’emergenza rifiuti: «Nel Lazio abbiamo vissuto una fase di quindici anni di emergenza rifiuti – ha commentato il presidente dell’associazione Massimo Piras, nell’intervista concessa a Roma da Leggere – un problema che è rimasto irrisolto per molto tempo e che ha prodotto mostri come la discarica di Malagrotta o l’inceneritore al suo interno. Tutte soluzioni che andavano a collidere con quelli che sono gli interessi dei cittadini e con la tutela dell’ambiente e della salute».

Nell’ottica di un cambio assoluto di strategie, le azioni messe in campo da Zero Waste Lazio (Riduzione, Riuso, Riciclo e Recupero) sono finalizzate ad una produzione di rifiuti pari a zero; il tutto a partire dal nuovo concetto di spreco come prodotto da riutilizzare, nell’ambito di un sistema di contenimento dei rifiuti urbani in cui è solo la parte marginale. Recependo la direttiva europea in materia ambientale e di inquinamento, difatti, il D. Lgs. 152/2006 considera lo smaltimento una fase residuale. Nella regione Lazio, tuttavia, la realtà fotografata evidenzia una situazione di grande arretratezza: «Purtroppo, dobbiamo prendere atto che la realtà dei numeri ci dice un’altra cosa – ha spiegato il presidente dell’associazione – Secondo l’ultimo rapporto Istat l’Italia porta in discarica il 60% dei rifiuti, mentre solo il 40% viene differenziato e recuperato».

E’ guardando ad una sostenibilità generale del sistema che acquistano importanza azioni quali la riduzione degli scarti o il loro riutilizzo, così come l’abbandono di pratiche quali l’usa e getta o l’utilizzo di materiali non riciclabili: «Dobbiamo capire che se non usciamo da questo sistema dell’usa e getta e non implementiamo un sistema che preveda meno imballaggi e la possibilità di acquistare prodotti sfusi, eliminando le bottiglie in plastica, si consegna una società che continua ad accumulare scarti» – ha affermato Piras. Se non correttamente riciclati, difatti, gli scarti diventano rifiuti che restano per centinaia di anni in discarica o danno luogo al preoccupante fenomeno della contaminazione dei mari e degli oceani, per cui frammenti di buste, bottiglie di plastica o contenitori di vario genere vengono ingeriti dai diversi organismi dell’ecosistema, integrandosi con la catena biologica e conseguentemente anche con l’alimentazione.

Sebbene quella dell’economia circolare, secondo cui «quello che entra da una parte riesce rigenerato dall’altra, per circolarmente ritornare nel riutilizzo», rappresenti una svolta nella risoluzione del problema dei rifiuti, alcuni materiali non hanno possibilità alcuna di essere riciclati: «E’ chiaro che stiamo parlando di un sistema ideale, perché la circolarità non sarà mai del 100% e vi sarà una piccola percentuale di scarti – ha concluso il presidente di Zero Waste Lazio – Noi ammettiamo che un 10% dei materiali che oggi produciamo e che non sono riciclabili debbano essere riprogettati. Assistiamo a nuove tecnologie ma chiediamo alle industrie di cambiare la loro progettazione in funzione della riciclabilità degli elementi, della loro separabilità e dell’avviamento al riciclo».

Un invito quello di Massimo Piras più che legittimo, che nasce dalla volontà di Zero Waste Lazio di contribuire in maniera concreta alla salvaguardia del territorio e alla tutela della salute dei cittadini, per una regione libera da megadiscariche ed inceneritori.

La scheda: Zero Waste Lazio

Presidente: Massimo Piras
L’associazione in due righe: nata nel 2011 dalla volontà popolare di fornire una soluzione concreta all’emergenza rifiuti nel Lazio che privilegi la sostenibilità del sistema, mediante l’adozione di pratiche virtuose quali riduzione, riuso, riciclo e recupero degli scarti.
Eventi principali: Roma verso Rifiuti Zero
Sito internet: Zero Waste Lazio
E-Mail: zerowastelazio@gmail.com
Indirizzo: Piazza Vittorio Emanuele II 2, presso l’ass.ne Focus Casa dei Diritti Sociali – 00185, Roma

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